I parquet più resistenti: quali sono e come mantenerli

By 19 Giugno 2019 Blog
resistenza parquet Iroko

Nel momento in cui si sceglie di puntare su un rivestimento come il parquet, è importantissimo non perdere di vista un aspetto fondamentale come la valutazione sulle categorie legnose più adatte per le proprie necessità. Ciascuna essenza, d’altra parte, può vantare peculiarità notevolmente differenti e a cambiare è soprattutto il grado di resistenza, oltre a tante altre caratteristiche.

Resistenza parquet: cosa significa?

Quando si parla di resistenza di un parquet, si può riferimento a vari aspetti, come la resistenza nei confronti degli urti, oppure rispetto ai graffi o, ancora, da intendersi nel senso di durezza, ovvero quanto riesce a resistere alla penetrazione dei vari fattori ambientali. La resistenza è strettamente legata allo spessore di ciascun elemento che compone il parquet. È facile notare come più lo spessore è ridotto e più bassa sarà la resistenza della superficie. Un parquet caratterizzato da un notevole spessore, però, non è sempre la soluzione più adatta, in modo particolare nel caso in cui si debba rivestire un vecchio pavimento. Non bisogna dimenticare anche come ci siano spessori migliori per la pavimentazione di superfici commerciali, e altri più adatti per le abitazioni destinate a uso privato, quando non serve puntare sullo spessore maggiore. Per avere un buon livello di resistenza, per chi deve scegliere un parquet per la propria casa, il consiglio migliore è quello di puntare su uno spessore compreso tra 10 e 11 millimetri, anche se è sempre opportuno rivolgersi ad un’azienda specializzata nella posa e nel trattamento dei pavimenti in parquet.

Le essenze più resistenti a graffi e urti

Una delle tipologie di legno che sono senz’altro più resistenti è l’afrormosia, un’essenza esotica che arriva dall’Africa, particolarmente dura e anche preziosa, dato che non è semplice da trovare sul mercato, senza dimenticare come sia a rischio d’estinzione.  Il bamboo, anche se il legno viene ricavato da una pianta e non da un albero, è un’altra ottima soluzione a livello di resistenza, dato che garantisce quella più alta rispetto ai graffi. Ha il vantaggio anche di essere un’essenza rispettosa dell’ambiente e davvero semplice da pulire e mantenere curata. Il rovere è l’essenza legnosa tipica che viene scelta per i pavimenti in parquet, anche in virtù dell’elevato livello di resistenza rispetto ai graffi. Puntare su una di queste tre essenze è una scelta azzeccata anche se in casa ci sono degli animali o dei bambini che potrebbero combinare qualche disastro, dato che si tratta di tipologie di parquet particolarmente resistenti.

Le essenze più resistenti all’acqua

È fondamentale, in base alla collocazione del parquet, che quest’ultimo sia il più stabile e impermeabile possibile. L’acqua può chiaramente rovinare la pavimentazione in legno: oltre ai parquet waterproof, ci sono alcune essenze che, per loro caratteristiche intrinseche, sono piuttosto resistenti all’acqua. Si tratta del Doussiè, spesso scelto per pavimentare cucine e bagni, l’Iroko, particolarmente resistente all’umidità e usato tante volte per pavimentazioni esterne, e il Teak, un’essenza a rischio d’estinzione, ma particolarmente resistente all’acqua, visto che viene usato spesso per rivestire esternamente le barche.

Come si mantengono?

Per fare in modo di conservare sempre in uno stato perfetto il proprio parquet, è fondamentale pulire le suole delle scarpe prima di entrare in casa, eliminare la polvere dal proprio pavimento quotidianamente, ma anche pulire il parquet sfruttando semplicemente un panno inumidito con un po’ d’acqua (ma che strizzato molto bene) e, volendo, anche qualche goccia di detersivo neutro per pavimenti in legno. Infine, evitare l’impiego di ammoniaca, alcol o solventi e, di tanto in tanto, applicare prodotti specifici per la cura e manutenzione del parquet, come rilucidabili o autolucidanti.